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Rifugio Alpino Revolto



Il Rifugio Revolto vanta una storia ultrasecolare. Fino al 1866 esistevano qui un’osteria e una chiesetta. Sopra la prima passava il confine tra il Lombardo-Veneto e l’Austria, come rammentano i cippi infissi sulle pendici del declivio prospiciente.

Una valanga danneggiò sia l’edificio sacro che quello profano.
Un certo Eugenio Gaule rimise presto in piedi il punto di ristoro, mentre la chiesa dovette attendere decenni prima di riprendere la perduta funzione.
Dopo la terza guerra d’indipendenza, Revolto restò a segnare il confine tra Austria e l’Italia, offrendo rifugio e ospitalità ai contrabbandieri che introducevano in Italia tabacco e generi di frodo.

L’avvento della prima guerra mondiale trasformò l’osteria in un nodo strategico utile per tenere i contatti tra il comando degli alpini, stanziato a Campobrun, e la sottostante Giazza.

Gran lustro le conferì la visita del re Vittorio Emanuele III, avvenuta il 7 ottobre 1918. E’ opinione popolare che il re soldato abbia fatto colazione al sacco presso il Boschetto delle Giare, poco più a sud del rifugio.
Revolto conobbe giorni assai tristi durante l’ultimo conflitto. Sequestrato dalla famigerata Todt, il casolare venne saccheggiato dai tedeschi il 25 aprile 1945: viveri e animali furono distrutti o uccisi, mentre gli operai, impegnati da mesi in duri lavori sulle montagne rincasarono sfiniti e senza un quattrino. Ma l’atto più tragico ebbe compimento due giorni dopo, il 27 aprile, allorché una compagnia di paracadutisti tedeschi, col pretesto di coprirsi la ritirata verso Ala, prese in ostaggio il parroco di Giazza, Domenico Mercante, il quale si era fatto incontro alla truppa per trattare l’incolumità dei giazzesi.

Scambiato per un sobillatore, il povero prete venne duramente picchiato e condotto in condizioni pietose fino ad Ala, in località San Martino, fu fucilato assieme a un eroico soldato tedesco rifiutatosi di assassinare il sacerdote.

Dapprima il corpo del religioso trovò sommaria sepoltura in un cratere di bomba assieme al militare, quindi la salma, recuperata il 2 maggio da Antonio Nordera e Biagio Dal Bosco, rifece mestamente il viaggio di ritorno tra un’ala di folla che presidiava commossa la Valle di Revolto. Dopo numerose soste imposte dalla pietà popolare, i rintocchi delle campane a lutto accolsero il rientro del defunto, che venne tumulato nel piccolo cimitero di Giazza.
Rifugio Alpino Revolto via revolto di sopra n°1
Giazza di selva di progno (VR)
TEL. 045-7847039 CELLULARE 331-4996655
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